Un rito collettivo dal sapore arcaico, incontrato per caso all’ingresso dell’Alagar Temple (dedicato a Vishnu) nel villaggio Azhagar Kovil, vicino a Madurai nel Tamilnadu. Un gruppo di uomini a torso nudo con i segni della divinità sulla fronte recitano parole rituali l’uno contro l’altro; attorno le donne con i sari multicolori partecipano con invettive, ma con un ruolo secondario. Gli uomini più giovani, uno dopo l’altro vengono posti al centro del rito fino a raggiungere una sorta di trance. Per quanto ho capito, il rito dovrebbe servire a scacciare la cattiva sorte.
Racconti di viaggi reali e immaginari, simulati e documentati, possibili e immateriali
Visualizzazione post con etichetta 2-istantanee. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2-istantanee. Mostra tutti i post
sabato 19 gennaio 2013
Tamilnadu - Images from a remote past
Un rito collettivo dal sapore arcaico, incontrato per caso all’ingresso dell’Alagar Temple (dedicato a Vishnu) nel villaggio Azhagar Kovil, vicino a Madurai nel Tamilnadu. Un gruppo di uomini a torso nudo con i segni della divinità sulla fronte recitano parole rituali l’uno contro l’altro; attorno le donne con i sari multicolori partecipano con invettive, ma con un ruolo secondario. Gli uomini più giovani, uno dopo l’altro vengono posti al centro del rito fino a raggiungere una sorta di trance. Per quanto ho capito, il rito dovrebbe servire a scacciare la cattiva sorte.
giovedì 6 dicembre 2012
Kenya – I racconti colorati in città e in campagna
Ad un primo sguardo i dipinti sui muri (e sulle automobili) del Kenya sembrano sostituire le insegne e le vetrine che siamo abituati a vedere nel nostro mondo più fortunato. Progressivamente però ho annotato altri significati. Per esempio, i grandi murales per la campagna contro l’AIDS vanno oltre gli aspetti puramente pubblicitari. Così i disegni sulle pareti di una scuola o asilo destinato ai bambini più poveri e sfortunati.
Progressivamente dalle figure e dai colori emerge un racconto che a mio avviso spiega, documenta un aspetto del Kenya e più in generale dell’Africa: il complicato contatto tra culture, modi di comunicare e condividere la cosiddetta modernità. Anche quando parlano di malattia c’è una sorta di gioiosità nei colori e nelle raffigurazioni africane che per un Europeo poco si addicono ai contenuti del murales. Ma mettendo insieme le più diverse decorazioni incontrate e fotografate in Kenya mi accorgo che questo è il filo conduttore della comunicazione applicato poi sia all’insegna commerciale sia alla raffigurazione a fini didattici.
Le pitture vogliono offrire una pausa al dolore delle persone, vogliono trovare o per lo meno cercare un momento di sollievo anche in situazioni estreme. Le decorazioni del posto di ristoro o del salone di bellezza incontrati tra baracche e montagne di rifiuti vanno letti come grido di speranza. Una speranza umile, senza illusioni, ancorata ad una incredibile capacità di resistenza al dolore, vissuta collettivamente attraverso la valorizzazione degli scambi anche poveri o poverissimi: ognuno ha un suo contributo da offrire, una capacità, una intenzione.
Etichette:
2-istantanee,
Africa,
album fotografico,
auto-organizzazione,
colori,
culture locali,
immaginazione,
Kenya,
microeconomia,
paesaggio urbano,
solidarietà
venerdì 16 novembre 2012
Argentina - Tre cimiteri nella puna jujeña
Il contatto tra culture diverse genera risultati con un sapore particolare. I cimiteri (dei pueblos de Juella, Iturba e Maimará nella quebrada de Humahuaca) e le piccole chiese che ho incontrato sulla puna jujeña (provincia di San Salvador de Jujuy nel nord dell’Argentina al confine con la Bolivia) sono quasi uguali ai loro modelli di derivazione europea, spagnola in particolare. Eppure c’è qualcosa di diverso, soprattutto nelle tombe. La relazione con la terra del piccolo tabernacolo è praticamente assente nei nostri cimiteri che tendono a mantenere un carattere urbano, costruito. Poi la presenza di questo colore azzurro turchese che lega la terra al cielo. Il tutto fuso con i spazi grandi, infiniti, dove l’occhio non trova punti di ancoraggio. Le chiese ( dei pueblos de Iturba, Purmamarca, Juella e del Santuario de Tres Pozos) cercano di essere un momento di sosta, ma non per questo diventano antagoniste con la natura selvaggia che le circonda.
|
|
|
|
mercoledì 7 novembre 2012
Barcelona - Omaggio a un Gaudí meno visitato
La cripta della Colonia Güell tra la periferia nord ovest di Barcelona e Santa Coloma de Cervelló. Uno splendido non finito di Antoni Gaudí che ancora non è stato fatto oggetto delle tragiche attenzioni che hanno trasformato la Sagrada Familia in uno strano ibrido. Parafrasando un detto popolare: il diavolo (ovvero la genialità di Gaudí) è nei dettagli, poi se l’edificio è completo o meno è veramente secondario.
|
|
martedì 23 ottobre 2012
Parigi - Quando si va a piedi o in métro
Tra una visita e un’attrazione si passa e ripassa nelle stesse strade e stazioni della metropolitana. I punti di riferimento che una città come Parigi chiede per potersi muovere con sicurezza uno se li scorda quasi subito. Restano impressi nella memoria i luoghi simbolo, le esperienze particolari, gli eventi attesi o imprevisti. Eppure la maggior parte del tempo uno lo passa in luoghi apparentemente senza qualità. Ma, riflettendoci, l’anima di una città passa proprio attraverso questi luoghi. Il grigio del cielo e la pioggia, la ferrovia sopraelevata e il mercato sottostante, le stazioni che aprono squarci su quartieri sempre diversi, l’arrivo della notte, le travi in ghisa sostituite dall’acciaio cromato, le stazioni sotterranee e i tapis roulant. Le cosiddette infrastrutture hanno una forma, generano immagini e lasciano traccia nella memoria.
venerdì 19 ottobre 2012
Tamilnadu - Icone e linguaggi della mitologia Indù
Le rappresentazioni della religiosità Indù mostrano similitudini con il linguaggio dei cartoni animati holliwoodiani. Ma è una similitudine impropria e fuorviante, anche perché le statue e le decorazioni del Tamilnadu hanno origini ben più antiche di Walt Disney. Le intenzioni didascaliche e popolari privilegiano l’immediatezza della comunicazione a discapito della rielaborazione artistica di linguaggi e contenuti.
Iscriviti a:
Post (Atom)


















































